Valeriana Mariani ospite del Saint Vincent Resort&Casino La Valleè

_VALERIANA MARIANI donna impresa magazine  Saint-Vincent casino la Vallee  (8a) (Custom)Capita a volte di avvertire già alla partenza che si prenderà parte a qualcosa di unico, di speciale, indimenticabile. E’, poi, una questione di empatia l’affiatamento che si crea con le persone, lo stare bene insieme fin da subito. Il giusto feeling che si instaura, la bellezza di entrare in un mondo per il piacere di condividere con altri quella quotidianità fatta di luoghi suggestivi, di parole delicatamente pronunciate, di gesti e di semplici momenti, veri e propri tesori di cui, poi, non vorrai più fare a meno. Indimenticabile, nelle sue esuberanze visive, olfattive e tattili. Ogni luogo sembrerebbe essere stato pensato per stupire, ogni persona della équipe sembrerebbe essere stata selezionata sulla base della bellezza del sorriso, ogni oggetto selezionato affinché ci regali profonde emozioni, ogni allestimento scenico affidato alla più talentuosa e bizzarra delle registe: la natura che fa bella mostra dei suoi inimitabili spettacoli attraverso sconfinati perimetri e tetti di trasparenti cristalli. Che si tratti di leggere un libro nella hall, piuttosto che sorseggiare un caffè o gustare un aperitivo, la suggestione è unica nella sua irripetibilità: ed è così che capita di assistere al rincorrersi capriccioso dei raggi del sole che fanno capolino fra le nubi o in sconfinati azzurri, allo scroscio sensuale della pioggia, al genuino fulgore della neve, all’ansimare poderoso del vento. Una autentica emozione quando per la prima volta vedi il proiettarsi dei raggi sulle pareti fra le innumerevoli opere d’arte di cui si fregiano copiosamente le pareti dell’intera struttura, ma, ancor di più, quando essi si scagliano fra la pietanze di una tavola riccamente imbandita quasi a sugellare, immortalandola, la già prorompente bellezza. Un rito, il pranzare con i policromi scenari della natura che vi accompagnerà ogni qualvolta sceglierete di abbandonarvi ai piaceri di una cucina ricercatissima che non smarrisce il gusto della tradizione. Un sussulto dentro nel sedersi fra la moltitudine di commensali che animano con garbo le sale, quasi ognuno ossequiasse quella magnificenza attraverso la discrezione di parole sommessamente pronunciate, e di tenui sorrisi che si ripercorrono nell’euforia del conviviale quasi fossero uno strepitio di vele che anticipano il sacro silenzio del mare. Nessun rumore che incomba negli ambienti a sfumare la magnificenza di quello spettacolo. Ogni emozione dicono abbia un odore particolare che a noi non è stato concesso di scoprire e che la mente abbia la capacità di allontanare il ricordo, rimuovendolo, seppellendolo nell’inconscio…e che il corpo invece non dimentica… ma chissà perché questi giorni trascorsi a Saint Vincent dell’inconscio proprio non ne vogliono sapere. Come mai? Basta scorgere solo per un attimo le immagini e comprenderete. Sguardi tristi carichi di malinconia promettono di ritornare, mentre ci si saluta, ci si scambia i contatti e ci si avvia verso l’auto un solo pensiero percorre la mia mente: che la vita è troppo breve per essere pensata, può solo essere vissuta. Il mio grazie all’Amministratore Luca Frigerio, al direttore commerciale Marco Fiore ed a tutti coloro che hanno fatto di questi tre giorni di relax momenti indimenticabili.
http://www.donnaimpresa.com

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