Antonio Vandoni by Donna Impresa Magazine di Bruno Baldassarri

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Pare di scorgere un sorriso sul suo volto ma non ci giureresti. Il suo tono è affabile, cortese, forse distante ma difficile capirlo dalla sua espressione apparentemente indolente. Ma bastano pochi minuti di conversazione per capire che Antonio Vandoni è una persona attenta e scrupolosa che ama il suo lavoro. Quegli stessi minuti che rivelano anche un altro aspetto. Diverso. Accattivante. Ma rimettiamo ordine e partiamo dagli “ultimi” 20 anni di carriera: Attuale Direttore Artistico musicale di Radio e Video Italia.
Inizia la sua carriera musicale negli anni novanta come responsabile della promozione radiofonica e televisiva, locale ed internazionale per la Dischi Ricordi, (passando dal rock degli U2, con i quali ha lavorato, alla poesia di Gino Paoli. Dalle note di De Andrè, alle ballate di Venditti e alla passione della Nannini). Successivamente diventa responsabile della promozione radiofonica e televisiva locale per la BMG Ariola. Morandi, Daniele Silvestri, Ramazzotti e molti altri sono gli artisti che affianca in questo periodo. Un lungo elenco di straordinaria attività perché Radio Italia e Video Italia oltre alla musica affianca anche eventi ed attività culturali e sportive di grande rilievo. 30 anni di musica e successi in Italia e all’estero con una programmazione di certo non facile da gestire. Dal 2002 al 2010 è in giuria al Premio Video Clip Indipendente del Meeting delle Etichette Indipendenti M.E.I. Numerosi gli interventi nelle maggiori manifestazioni musicali nazionali ed internazionali. Collabora come consulente musicale e manager per diversi artisti e band emergenti. Che altro dire? Un uomo da mille volti e risvolti che in queste pagine, tra parole chieste e risposte proveremo a conoscere un po’ meglio.
Nel 2001 arriva la nomina a Direttore Artistico Musicale per Radio Italia e Video Italia. Nella quale curerà anche la direzione artistica di eventi musicali live sia nell’Auditorium che nelle piazze di tutto il mondo: New York, Toronto, Montreal, Buenos Aires, Santiago del Cile, Montevideo, Melbourne, Germania (Campionati del Mondo di Calcio 2006), Pechino (Olimpiadi 2008), Johannesburg (Campionati del Mondo di Calcio 2010), Polonia/Ucraina (Campionati europei di calcio 2012), Londra (Olimpiadi 2012).
Ospite come opinionista musicale al Festival di Sanremo (Rai 1) nel 2005, ad Amici (Canale 5) e ad X Factor (Rai 2) nel 2008, 2009 e nel 2010, anno in cui ha registrato 5 puntate di casting di X Factor (Rai 2) con Mara Maionchi.
Giurato alle Targhe Tenco nel 2011 e 2012. Nel novembre 2011 è docente al Master della Comunicazione musicale all’Università Cattolica di Milano. Nel 2011 e nella prossima Edizione sarà docente ad Area Sanremo dove verranno individuati 2 Giovani partecipanti del prossimo Festival di Sanremo.
Il 2012 si apre con la presenza dell’Art Direct anche sul sito http://www.affaritaliani.it dove cura una sezione dedicata alla musica live, recensioni, interviste, classifiche, news. La sua passione. La sua vita. In questo stesso anno e’ stato inoltre Direttore Artistico del Festival di Musica Italiana che si è svolto al Teatro Christ The King Center Middle Village di New York e sarà giurato per i finalisti di Superstage del M.E.I (Meeting Etichette Indipendenti) a Faenza.
Da Settembre 2012 fa parte dell’autorevole portale Usong http://www.usong.it, nato per individuare nuovi autori ed artisti e nuove canzoni da proporre agli addetti ai lavori della discografia italiana ed internazionale
di Beatrice Giasi

Arte o Mestiere?

Un mestiere applicato all’arte
Radio Italia continua ad affermarsi come la radio più ascoltata. Di certo non è solo il frutto di una presenza pluriennale. Qual è il segreto e quanto lavoro c’è dietro una programmazione così amata?
Radio Italia non è la radio più ascoltata, ma è tra le primissime ed è il Network che più guadagna ascolti in questo ultimo anno ed è certamente leader tra altre radio (imitazioni) di solo musica italiana. Il segreto di questo successo, oltre alla coerenza e alla peculiarità del prodotto editoriale, stà nel fatto che da 30 anni è il punto di riferimento del mercato discografico di musica italiana e una programmazione curata nei dettagli, che soddisfa un pubblico vastissimo
Con un palinsesto così ampio ai microfoni di radio e video italia si sono avvicendati grandissimi ospiti dalla musica alla televisione, dallo spettacolo allo sport. Quale ha lasciato una impronta in più?
Nei nostri studi sono venuti tutti i più grandi Artisti degli ultimi 30 anni di musica italiana, ma quello che ci ha lasciato un’incredibile forza, sensibilità e genialità è sicuramente Lucio Dalla e questa convinzione ce l’ho da sempre, non adesso perché non è più tra noi.
Il panorama musicale italiano negli anni passati ha visto la predominanza di artisti uomini. La tua esperienza, anche nei talent show che in questi ultimi anni stanno segnando un passaggio importante per il settore della nuova musica, ti porta a considerare un cambiamento anche con l’affermazione delle donne in questo settore?
Si, è vero, grazie ai talent negli ultimi anni le donne hanno avuto più attenzione e più considerazione, era ora…
La musica è mente e cuore. Attraverso il ricordo nasce e rinasce ogni volta un’emozione. La tua canzone?
Dici bene, mente e cuore e forse perché condivido appieno il testo, la mia canzone preferita è “La costruzione di un amore” di Ivano Fossati
Un viaggio nel tempo tra il retro e il palco: il tuo ricordo più bello
Il ricordo che ho più bello del mio lavoro si riferisce a quando ero il discografico di Pierangelo Bertoli e che, per la sua situazione di diversamente abile, non era MAI stato invitato ad uno spettacolo in prima serata in televisione e al Festival di Sanremo del 2008 che ha fatto insieme ai Tazenda, ho avuto l’onore ed il piacere di accompagnare Pierangelo sul palco del Teatro Ariston e acclamato e richiamato sul palco dall’applauso della gente non finiva più, abbiamo fatto una seconda uscita, trovando tutta la gente del teatro in standing ovation … Ci siamo poi ritrovati da soli nell’ascensore del teatro abbracciati a piangere come bambini, felici di aver vissuto un’esperienza del genere…
Molti considerano importante apparire. Il tuo lavoro invece è quasi sempre nel retro. Come raccontava qualcuno chi conduce veramente i giochi risiede effettivamente dietro le quinte…
Io adoro questo lavoro, perché consapevole di non avere un talento ne vocale, ne musicale, mi piace valorizzare quello degli altri e perché io sono davvero felice di veder realizzato un sogno e mi rende felice vedere gli altri felici. I giochi sono interiori, non quelli che appaiono…
Sei indubbiamente un uomo di grande fascino e carisma. Quanto è importante o influente nel tuo lavoro?
Ti ringrazio, ma se fosse così, questo è importante nella vita, non solo nel lavoro, perché il carisma induce considerazione e rispetto
In questo periodo di grande crisi come risponde il mercato musicale?
Ne soffre, come soffrono tutti i settori, specie quelli voluttuari, ma la musica ha dalla sua parte che suscita emozioni e che ha un linguaggio universale, per cui il cuore e il comunicare non andranno mai in crisi, non sono valori effimeri
Il made in Italy è il nostro più grande tesoro. Credi che anche nella musica si debba puntare alla valorizzazione del nostro mercato? E soprattutto com’è cambiata la musica, gli artisti e la risposta del pubblico negli ultimi anni?
Dobbiamo tutti renderci sempre più conto del valore del Made in Italy, con la sensibilità, con l’iniziativa con la disponibilità d’animo che hanno gli italani. Il music business e i media per fortuna ne tengono sempre più conto, adesso bisogna che anche le istituzione ne prendano atto e si adeguino con incentivi ed iniziative
A fronte di questi lunghi anni tra palco e musica torneresti in cattedra dopo l’esperienza al Master di comunicazione musicale alla Cattolica di Milano nel 2011? Cosa ti ha trasmesso questa esperienza con un contatto diretto verso chi ha deciso di intraprendere questo tuo stesso viaggio?
Tornerò all’Università, perché quest’esperienza mi ha dato molto, in quanto ho trovato molto interesse, tornerò ma davanti alla cattedra, per condividere più che insegnare agli allievi esperienze di questo magnifico lavoro.
Professionalità, competenza, abilità, serietà, impegno, ci sarà qualcosa che manda in confusione l’uomo Vandoni?
Nulla, se hai queste doti, unite alla calma, non ti manda in confusione nulla

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